Tuesday, September 29, 2009

Da Corriere.it: " Pisanu: "Capisco il disagio di Fini La Lega ha un peso eccessivo" "

Oggi giornata di ampia e abbondante lettura dei giornali - letto adesso su Corriere.it:
Pisanu: "Capisco il disagio di Fini La Lega ha un peso eccessivo"
L'ex ministro dell'Interno: "Il partito non decolla e chi dissente passa per cospiratore"

Thursday, September 24, 2009

Altre letture online

Giorgio mi ha appena detto di aver aperto il suo blog, sono proprio curioso di andarlo a visitare

Monday, September 21, 2009

Saturday, September 19, 2009

Da FREE TIME: "Odissea di un talento sprecato al callcenter"

Articolo interessante, trovato online su FREE TIME - ottima fonte di informazione, peraltro:
Odissea di un talento sprecato al callcenter
Ha fatto la terza media e poi, dopo una brevissima esperienza alle superiori, ha abbandonato lo studio e ha iniziato a lavorare. Dai 16 anni in su Christian Frascella, classe 73, ha fatto l’operaio (8 anni tra Fiat e Pirelli), ha lavorato in una lavanderia, come scaricatore di frutta al mercato, operatore al call center. Adesso su un pezzo di quella sua vita ha tratto spunto per scrivere un libro che sta diventando un caso, sin dal titolo: “Mia sorella è una foca monaca” (Fazi, p. 289 euro 17,50) scritto con un ritmo che ricorda gli scrittori americani anche se narra una storia molto italiana: la nascita del precariato tra l’89 e il 90. Protagonista un sedicenne che assomiglia al giovane Holden o gli eroi di John Fante: perdenti di talento. Anche se il tuo rischiava di restare un “talento sprecato”. –Forse, il problema del precariato è che si res ta sempre precari. Una volta lavorare in fabbrica sembrava una condanna a vita: e oggi? –Oggi meglio la fabbrica del call center. In fabbrica hai il contatto fisico con gli altri e con quello che stai costruendo, nel call center non interagisci con nessuno. E non cresci mai. Ho fatto un anno di formazione e poi mi hanno lasciato a casa. Pensi di aver scritto un libro politico? –Volevo narrare una vicenda che divertisse il lettore. In realtà da sinistra hanno scritto che è un libro sulla fine di tutte le utopie, da destra che è l’elogio del lavoro, il protagonista lavora sempre, non si perde d’animo. Io ho ambientato la storia all’indomani della caduta del Muro anche se riflette una situazione dei nostri giorni. (A.F.)

Sunday, September 13, 2009

TUTTO HO PERDUTO di Giuseppe Ungaretti

Parole immortali che ogni tanto fa bene (ri)leggere:

TUTTO HO PERDUTO di Giuseppe Ungaretti
Tutto ho perduto dell'infanzia
E non potrò mai più
Smemorarmi in un grido.

L'infanzia ho sotterrato
Nel fondo delle notti
E ora, spada invisibile,
Mi separa da tutto.

Di me rammento che esultavo amandoti,
Ed eccomi perduto
In infinito delle notti.

Disperazione che incessante aumenta
La vita non mi è più,
Arrestata in fondo alla gola,
Che una roccia di gridi.

Tuesday, September 8, 2009

Da Corriere.it: " Liguria in fiamme, evacuati alcuni edifici "

Articolo interessante, trovato online su Corriere.it - ottima fonte di informazione, peraltro:
Liguria in fiamme, evacuati alcuni edifici
Anziani e disabili allontanati dalle loro case nel Genovese a titolo precauzionale. Oggi vertice in Prefettura

Thursday, September 3, 2009

CAFFE' A RAPALLO di Eugenio Montale

Una poesia che rileggo sempre con piacere - spero che faccia altrettanto piacere ai miei lettori...

CAFFE' A RAPALLO di Eugenio Montale
Natale nel tepidario
lustrante, truccato dai fiumi
che svolgono tazze, velato
tremore di lumi oltre i chiusi
cristalli, profili di femmine
nel grigio, tra lampi di gemme
e screzi di sete ...

Son giunte
a queste native tue spiagge,
le nuove Sirene!; e qui manchi
Camillo, amico, tu storico
di cupidige e di brividi.

S'ode grande frastuono nella via.

E passata di fuori
l'indicibile musica
delle trombe di lama
e dei piattini arguti dei fanciulli:
è passata la musica innocente.

Un mondo gnomo ne andava
con strepere di muletti e di carriole,
tra un lagno di montoni
di cartapesta e un bagliare
di sciabole fasciate di stagnole.
Passarono i Generali
con le feluche di cartone
e impugnavano aste di torroni;
poi furono i gregari
con moccoli e lampioni,
e le tinnanti scatole
ch'ànno il suono piú trito,
tenue rivo che incanta
l'animo dubitoso:
(meraviglioso udivo).
L'orda passò col rumore
d'una zampante greggia
che il tuono recente impaura.
L'accolse la pastura
che per noi piú non verdeggia.